Telecamera per la videosorveglianza: guida all’acquisto


Siete alla ricerca di una telecamera per la videosorveglianza? Ecco una semplice guida all’acquisto per povare a fare un po’ di chierezza sulle possibilità che avete in proposito!Telecamere per la videosorveglianza

Dovendo acquistare una o più telecamere per comporre un kit di videosorveglianza è indispensabile chiarire quali sono le proprie necessità e partire da quelle per poi trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. La prima cosa è capire cosa si richiede al proprio impianto di videosorveglianza e stabilire se si deve monitorare un luogo, controllare un evento, o individuare singole persone o oggetti e, inoltre, cercare di capire quale tipo di qualità è richiesta dalle immagini acquisite. Infatti la caratteristica degli impianti varia di molto in base alla funzione a cui adempiono, se vengono usati per semplice monitoraggio, per rilevamento, per riconoscimento di persone conosciute o per identificazione di sconosciuti, per rilevamento targhe, per conta o per controllo qualità

Come scegliere una telecamere per la videosorveglianza

Le telecamere per la videosorveglianza si distinguono in base alla forma, alla tecnologia, alle funzioni che possiedono.
Come forma si possono scegliere le PTZ che si muovono sia orizzontalmente, sia verticalmente, possono ruotare di 360°, ingrandire e ridurre le immagini (da qui Pan Tilt Zoom, il significato di PTZ).

Le telecamere di tipo Bullet sono praticamente lo stereotipo delle telecamere di videosorveglianza e sono a tutti gli effetti un must. Chiamate così per la loro forma “a proiettile” sono adatte sia per riprese intere che esterne e sono molto resistenti oltreché ideali per coprire lunghe distanze. I vantaggi sono la grande adattabilità, versatilità e resistenza e sono più adatte ad angoli e muri in quanto di forma allungata; mentre tra gli svantaggi possiamo segnalare la meticolosità con cui vanno collocate stando attenti a diversi fattori che possono influenzare in negativo la qualità della ripresa, come superfici riflettenti, apertura di finestre e porte che possano oscurarle, i led che possono “accecare”, soprattutto in luoghi chiusi.

Le Dome o Minidome, o Eyeball a seconda del modello, hanno, invece, una forma semisferica, sono ricoperte da una cupola di vetro (non le Eyeball) e sono adatte a essere posizionate a soffitto,ma possono essere posizionate anche a parate. Di questo tipo di telecamere esistono anche modelli con visioni ampie (fisheye) che arrivano ad angoli di visione fino a 180° riuscendo a inquadrare così l’intera area. Sono spesso preferite per soluzioni indoor, in quanto più discrete ed esteticamente adatte ad installazioni da interno, a volte le versioni da interno hanno anche a bordo il microfono per effettuare la registrazione audio ambientale.

Le tecnologie delle telecamere

Tecnologicamente si distinguono tra telecamere analogiche e digitali. Le telecamere analogiche con codifica Pal, hanno una risoluzione espressa in TVL (Linea TV cioè il numero di linee che compongono le immagini) che va da 280 a oltre 1000 TVL, ma attenzione il segnale analogico PAL per sua natura non è in grado di “percepire” più di 768×576 linee, poi portati a 960×576 con alcune modifiche recenti. Quindi telecamere con risoluzioni superiori alle 1000 linee, su analogico di fatto permettono l’acquisizione di una buona sorgente, ma poi ridotta a causa della tecnologia analogica in registrazione.
da poco poi sono uscite altre tecnologie che permettono di trasmettere con gli stessi principi tecnici un segnale video ma portando la risoluzione fino a 2 Megapixel (1920×1080) così da permettere le stesse vecchie infrastrutture e con dei costi di upgrade davvero ridotti.

Queste tecnologie sono l’AHD, l’HDCVI e l’HDTVI, tecnologie già spesso affrontate, oggi fortemente mature, dal canto nostro riteniamo AHD e HDCVI di sicuro i prodotti più affidabili e tecnicamente più evoluti, ma sarà il mercato a darne un giudizio definitivo.

Infine abbiamo la tecnologia digitale su IP, qui si aprono altri scenari molto diversi a seconda delle applicazioni, in realtà NON esistono veri limiti di risoluzioni, è solo una questione di portafoglio ed esigenze, ci sono telecamere con risoluzioni fino a 24Megapixel oggi, ed anche telecamere che aggregano più sensori in un’unica immagine a 360°, bisogna capire l’esigenza e trovare la strada più adatta.

Ma qual è la risoluzione adatta a voi? Ci sono interessanti calcolatrici su Setik che permettono di capire le differenze con le varie telecamere, ma in linea di massima possiamo dire che fino a 5- 10 metri abbiamo ogni dettaglio anche con telecamere analogiche, oltre è necessario capire quali siano le esigenze e passare a tecnologie differenti, ma è un argomento questo, che merita approfondimenti che potete trovare qui in un altro articolo del nostro blog.

 

Le funzioni importanti di cui si deve tener conto prima dell’acquisto sono numerose

Il campo visivo, cioè l’ampiezza dell’inquadratura: una lunghezza focale minore ha un campo visivo maggiore. Anche in questo caso, a questo link, trovate un approfondimento con un articolo interamente dedicato sul come valutare le telecamere in base al punto di ripresa.
La sensibilità, cioè la necessità di una minima illuminazione. Se si pensa di posizionare le telecamere in zone semi buie o con un forte contrasto (aree molto luminose con aree senza illuminazione) è importante informarsi se la telecamera ha caratteristiche utili all’utilizzo in questi ambienti (sensup, WDR, zerolight, etc) tecnologie che aiutano a gestire situazioni di illuminazioni critiche, presenti solitamente su telecamere di fascia media o alta.

La presenza di Led per illuminazione notturna e la loro potenza, oltre alla tipologia di LED (meno led più potenti solitamente danno condizioni di luce migliori) o tecnologie come lo “Smart-IR” che permette un adattamento automatico dell’IR rispetto al soggetto inquadrato (ridurre la potenza se il soggetto è vicino e aumentarla se è lontano)

È possibile anche utilizzare illuminatori IR separati che solitamente garantiscono una luce più potente e da fonte separata rispetto alla telecamera, il che garantisce un’immagine più nitida (esattamente come per le foto professionali si usano flash messi a distanza rispetto alla macchina fotografica)

Inoltre la resistenza agli sbalzi di temperatura e il peso sono caratteristiche da tenere in debita considerazione soprattutto dove la temperatura esterna può essere molto elevata (superiore ai 50°) o molto bassa (fortemente sotto lo zero) in questi casi, ottiche, led, elettronica vengono molto stressati ed i risultati si possono ripercuotere sulle immagini, perdendo nitidezza o qualità.

Le telecamere più professionali oltre ad avere alte risoluzioni, sono dotate di funzionalità avanzate quali la regolazione anti-abbagliamento per registrazioni nitide anche in presenza di fari delle automobili (Eclipse) o la funzione WDR che abbatte il problema del controluce sono solo alcune delle tecnologie presenti, valutate con attenzione questi aspetti, soprattutto se l’installazione comporta criticità (strade, lunghe distanze, elevata altezza, presenza di oggetti, gallerie, etc.)

Infine non bisogna dimenticare che la qualità finale delle immagini dipende sia dalle peculiarità tecniche della telecamera, sia dalla qualità della registrazione oltre che dell’infrastruttura (cavi e alimentatori). Ai fini della visione e dell’eventuale identificazione non è tanto importante la qualità delle immagini viste in diretta, quanto quella delle immagine registrate, pertanto sarà necessario tener conto anche della qualità del DVR e di quanto necessario a portare il segnale ad esso, Potrei avere delle immagini da 2 Megapixel, ma registrarle ad una risoluzione più bassa, o ad una velocità ridotta (Frame Per Secondo) mi farebbe perdere molte delle peculiarità della telecamera.

Con questo piccolo canovaccio sarà più semplice consultare lo store di Setik e scegliere la telecamera per la videosorveglianza più adatta alle vostre esigenze, richiedi ora un preventivo!