Installazione Sistemi di Videosorveglianza: Come valutare le telecamere in base al punto di ripresa?


La normativa 50132-7:2014, documento che detta in modo completo le linee guida da attuare in fase di progettazione e installazione di Sistemi di Videosorveglianza, è fondamentale da conoscere in quanto rappresenta un importante punto di riferimento nella stesura di progetti inerenti ad impianti di Videosorveglianza.
Vorrei soffermarmi qui sulla corretta valutazione della telecamera in base al punto di ripresa basandomi in parte su quanto citato dalla normativa.

Ecco i 4 principali aspetti da tenere in considerazione:

  • Cono dell’area coperta dall’inquadratura
  • FOV Orizzontale e Verticale
  • Livello di definizione richiesto dal committente
  • Condizioni di ripresa

Andiamo ad analizzarli nel dettaglio:

CONO DELL’AREA COPERTA DALL’INQUADRATURA

In base all’altezza di installazione della telecamera e alla tipologia di risoluzione utilizzata (4:3, 16:9) varia l’area di ripresa che di fatto è un’estensione PIRAMIDALE dal punto di ripresa verso il bersaglio. E’ estremamente importante verificare tutta l’area coperta dalla telecamera accertandosi che non abbia punti che possano andare a coprire in modo stabile (oggetti davanti alla telecamera fissi) o variabile (come finestre che vengano aperte) l’area di visione così da influenzare la ripresa stessa.

Un ulteriore aspetto riguarda l’altezza di installazione la quale influenza fortemente la definizione di quanto si vuole riprendere, ma allo stesso tempo dovrà essere installata in una zona e ad una quota che riduca al minimo il rischio di manomissione. Bisogna, infine, considerare il punto di messa a fuoco minimo: tutte le telecamere, infatti, hanno una distanza minima sotto la quale non sono in grado di mettere a fuoco correttamente l’immagine.

Un ultimo aspetto dell’area di ripresa è la valutazione dei punti ciechi: cioè quelle zone che l’area di ripresa non è in grado di inquadrare (sotto la telecamera stessa, ai lati, e tutta la zona del cono che la telecamera non riprende); queste aree devono essere fortemente protette (inquadrate con altre telecamere o allarmate) in quanto, oltre a non essere ripresi, sono ovviamente punti ad elevato rischio.

FOV (Field of View) Orizzontale, Verticale, Diagonale.

Si riferisce al campo Visivo della telecamera solitamente espresso in mm o gradi (mm riferiti all’ottica e gradi all’area inquadrata) valori influenzati dalla dimensione del sensore, e dalle ratio (verticale/orizzontale) della telecamera.
Il FOV è l’area di copertura dalla telecamera, i 3 valori presi in considerazione per il FOV sono: il FOV Orizzontale; quello Verticale e quello Diagonale (quest’ultimo è un derivato dei primi due).

FOV Orizzontale: valore utilizzato quando vengono dichiarati i mm o i gradi delle lenti, esistono dei rapporti standard tra mm e gradi (es. 3.6mm è c.ca 67°) ma possono cambiare in base al tipo di lente ed al tipo di sensore montato a bordo (dimensioni, ratio, etc).

FOV Verticale: oltre a quanto sopra il FOV Verticale è influenzato anche dall’altezza della telecamera, maggiore è l’altezza MINORE è la quantità di Pixel a disposizione su un oggetto messo in verticale (targa, viso), è sempre necessario trovare un equilibrio adatto tra sicurezza (la telecamere deve essere in quota per non essere manomessa) e il punto di ripresa.

FOV (Field of View) Orizzontale, Verticale, Diagonale

LIVELLO DI DEFINIZIONE RICHIESTO DAL COMMITTENTE

L’obiettivo finale è l’ottenimento di una risoluzione adeguata in uno specifico punto; la risoluzione si misura in rapporto tra pixel e area inquadrata (pixel/metro) ed i valori risultanti danno la definizione. Questi valori sono influenzati da:

  • Distanza del soggetto ripreso
  • Risoluzione di ripresa
  • FOV (campo Visivo)

La normativa prevede dei valori precisi che possano garantire in fase progettuale la corretta definizione, questo permette anche in fase progettuale di poter conoscere il risultato che andremo ad ottenere.

I valori di seguito si riferiscono al bersaglio che si andrà ad inquadrare:

  • Con un valore di 12,5 pixel/metro, definito monitoraggio, si ottiene un semplice controllo di una folla ed una quantificazione in termini numerici.
  • Con un valore di 25 pixel/metro, definito rilevamento, si è in grado di rilevare il movimento del soggetto.
  • Con un valore di 62,5 pixel/metro, si avrà una definizione di osservazione, pur non riconoscendo volti sono in grado di capirne il comportamento e di conseguenza valutarne l’eventuale minaccia.
  • Con un valore di 125 pixel/metro si ottiene il riconoscimento del bersaglio, quindi si riuscirà a distinguerne probabilmente il sesso ed i tratti somatici principali, ed il riconoscimento di targhe.
  • Con un valore di 250 pixel/metro, infine, si è in grado di identificare il soggetto.

I valori di cui sopra sono INDICATIVI, influenzati ovviamente da visibilità, inclinazione di visi e telecamere ed altri fattori. Il calcolo per dedurre quale sia la definizione del mio bersaglio si basa dalla quantità di pixel che sono in grado di distinguere, ed è un rapporto tra la risoluzione e la dimensione dell’area ripresa, dividendo la risoluzione per l’area inquadrata dal mio campo visivo nel punto di ripresa richiesto. In questo modo avrò i pixel/metro necessari al calcolo di cui sopra. Per ottenere questo valore ho necessità di due informazioni:

  • La risoluzione
  • L’area inquadrata

Es. Se ho una risoluzione orizzontale di 1920 pixel, su un’area di ripresa orizzontale di 10mt, otterrò 192pixel/metro

Esempio risoluzione telecamera videosorveglianza

CONDIZIONI DI RIPRESA

Come già indicato le condizioni di ripresa possono influenzare fortemente il risultato che sì otterrà, è quindi necessario prendere in considerazione più aspetti, tra questi:

  • Illuminazione artificiale come lampioni e fari che possono creare ombre o accecamento
  • Illuminazione naturale come l’esposizione delle telecamere verso alba o tramonto
  • Posizione della telecamere, in particolare riferito alla quota
  • Inclinazione del soggetto ripreso
  • Vetro di protezione della telecamera sporco o in presenza di oggetti davanti (ragnatele, cavi, etc.)

 

CONCLUSIONI

 

Oggi abbiamo tutti i parametri per poter calcolare già in fase di progetto la giusta scelta dei prodotti da utilizzare in fase di installazione, ovviamente è necessario un rilevamento sul posto adeguato verificando sia quanto presente, sia quanto richiesto dal committente.

Valutate infine con attenzione i prodotti da utilizzare, prendendo in considerazione più fattori:

  • La focale, facendo sempre attenzione per quanto possibile a non avvicinarsi ai limiti dichiarati dal produttore
  • La presenza di filtri IR che permettano una visione notturna adeguata
  • Illuminatori atti a garantire la corretta illuminazione, oggi sono presenti Led IR di nuova generazione che non creano l’effetto alone tipico delle telecamere di prima generazione
  • Qualità del sensore, che può influenzare fortemente la qualità dell’immagine
  • Presenza di Lenti di definizione adeguata per le telecamere acquistate
  • Nel caso di bullet una adeguata protezione al vetro, soprattutto se la telecamera è messa in esterno e quindi a rischio intemperie
  • Sensori di dimensioni adeguate, soprattutto in presenza di elevate risoluzioni, evitare, in caso di megapixel sensori più piccoli di 1/3”, in quanto quasi certamente non garantiranno un’adeguata qualità

 

Esistono sul web calcolatrici che vi possono aiutare a trovare questi valori e consigliarvi quindi la lente più adatta in fase di progetto e di conseguenza selezionare la telecamera migliore. Alcune le potete trovare su www.setik.biz/it/calcolatrici